La storia di Satou

Mentre si avvicina alla grande nave bianca, Khady non sa ancora che la vita di sua figlia sta per trasformarsi radicalmente. Decisa a superare la paura dell’ignoto, sa soltanto che ha davanti a sé un’occasione unica per dare a Satou un’altra chance nella vita. Nel giro di poche settimane, la piccola ritroverà le gambe dritte e il sorriso!

A detta della mamma, Satou è sempre stata una bambina allegra e socievole. Ma, quando la piccola ha tre anni, la sua vita viene stravolta: le sue gambe iniziano a indebolirsi, poi si piegano lateralmente. In poco tempo, il suo strano modo di camminare la fa diventare lo zimbello degli altri bambini, che la prendono in giro al punto che, ogni volta che sente una risata, Satou crede che qualcuno stia ridendo di lei. Da allora, la piccola preferisce stare in disparte, al riparo dagli sguardi ostili e dai dispetti.

La mamma è confusa: sarà caduta? Sarà stata colpita da una strana malattia? O dal malocchio? È un mistero. L’unica cosa di cui Khady è sicura è che il futuro di Satou non sarà semplice: “Nella nostra cultura, la gente pensa che deformazioni di questo genere dipendano da una maledizione o da un handicap. In entrambi i casi, le persone colpite finiscono per essere emarginate dalla società. Ho iniziato a preoccuparmi, volevo che mia figlia potesse crescere normalmente come gli altri bambini…”

Se la medicina tradizionale non ha potuto aiutare Satou, i genitori non vedono cos’altro sia possibile fare. Sono agricoltori, fanno già fatica a provvedere alle necessità della famiglia, e non ci sono soldi per tentare altre strade.

Con il tempo, le gambe della bambina si piegano ancora di più, e Satou non riesce più ad andare a scuola senza che qualcuno l’accompagni. Le gambe sono ormai a un angolo di quasi 50 gradi… fin dove arriverà la deformazione?

Quando la famiglia viene a sapere che a Dakar è arrivata una nave che opera i bambini come Satou, Khady è perplessa: “Non osavo nemmeno sperare che un giorno le sue gambe potessero essere raddrizzate. Come avremmo potuto permettercelo? È stato come se le porte del paradiso si fossero aperte! ”

Pochi giorni dopo l’operazione, Satou è già raggiante di gioia, anche se le sue gambe sono ancora immobilizzate dal gesso. Dovrà aspettare sei lunghe settimane prima di poterle rivedere… Quando arriva il giorno tanto atteso, Satou scopre finalmente di avere un bel paio di gambe dritte! Ma è ancora troppo presto per fare i salti di gioia, perché la fase più delicata, quella in cui dovrà nuovamente imparare a camminare, è appena iniziata.

Poco prima di tornare a casa, ha l’occasione di fare una telefonata al papà rimasto al villaggio. Satou gli racconta i suoi successi: “Ho le gambe dritte e cammino già da sola! ”. Non dubitiamo che gli darà una bella dimostrazione appena tornata a casa.

 

 

Questa storia è diventata realtà grazie al sostegno dei nostri donatori, che ci permette di offrire cure chirurgiche alle popolazioni più bisognose.

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Françoise André, Membro del Comitato di Mercy Ships Svizzera e Vicepresidente del Consiglio Esecutivo di Mercy Ships International